Forse non tutti sanno… 1

Profumo di zagara

Forse non tutti sanno che Capo d’Orlando ha una sua storia antica, medievale, moderna e contemporanea.
Quella che non è cambiata, nel tempo, è la bellezza del paesaggio naturale, la specificità della ricchezza offerta dallo straordinario rapporto sole, mare, collina, monti e dall’incanto di uno specchio d’acqua dove è possibile cogliere: da una parte, l’illimitatezza dell’orizzonte e, dall’altra, la spettacolare visione delle Isole dell’Arcipelago delle Eolie. Diffusa dappertutto, vi è una luce carica di energia e si avverte, con ogni tipo di clima, un calore che si riflette su tutti i suoi abitanti, anche a livello relazionale. Chi sosta a Capo d’Orlando finisce per innamorarsene.
Si tratta di un patrimonio inestimabile, custodito per tanti secoli, almeno fino agli anni ’70 del Novecento, allorquando politiche scellerate, hanno favorito una urbanizzazione selvaggia del centro e delle periferie, sia in pianura che in collina, producendo il degrado edilizio/urbanistico attuale.
E’ stata soprattutto l’attività edificatoria degli anni ’70, ‘80 e ’90 che ha reso “la Perla del Tirreno” anonima, priva di identità e spersonalizzata a livello di linguaggio architettonico. Un intervento trentennale, deregolarizzato, a carattere speculativo, che nemmeno validi urbanisti, che si sono succeduti nell’impresa di normalizzare e armonizzare la crescita di Capo d’Orlando, sono riusciti nell’intento.
Ecco che Capo d’Orlando, la “la Perla del Tirreno”, oggi si presenta agli occhi del visitatore con un volto contrastante: ciò che è naturale, con l’edificato realizzato prima dell’Era contemporanea, che mantiene in sé, i tratti originari della sua naturale e antropica BELLEZZA e la parte, per così dire “nuova”, caotica, inespressiva, massificante, simile a quella di tutte le periferie urbane del Sud Italia.

     

Nella sequenza fotografica è possibile verificare lo sviluppo di Capo d’Orlando nel suo rapporto uomo-natura. Si è passati da una dimensione rispettosa e simbiotica ad una narcisistica, nevrotica ed egoistica, di chi prende soltanto per sé senza dare nulla alla collettività. Espressione di una società che sembra aver smarrito il valore degli ideali e il senso di appartenenza ad un Luogo da amare, salvaguardare e rispettare.

 

L’Era Sindoni

Con l’era Sindoni, non si è riusciti a porre un freno al costruito indiscriminato, ma sicuramente è stata realizzata, in controtendenza, la stupenda Isola Pedonale di via Francesco Crispi, con la quale, l’allora neo-sindaco, giovane e temerario, è riuscito a ricostituire quel necessario rapporto, a misura d’uomo, che caratterizzava e dava sapore alla Capo d’Orlando d’un tempo. Un fiore all’occhiello, dal forte richiamo turistico e meta preferita per la sosta e il passeggio di giovani e adulti di ogni età.

 

Capo d’Orlando – Isola pedonale di via Francesco Crispi.

FORSE NON TUTTI SANNO… continua.

Nel prossimo appuntamento parleremo delle vicende umane e dei personaggi che hanno offerto un sostanziale contributo alla crescita ed allo sviluppo della Capo d’Orlando moderna (dal 1600) e contemporanea (dal 1925), nonché, di quell’insieme di tradizioni e di testimonianze storiche, architettoniche, artistiche e culturali, che vi faranno essere fieri e orgogliosi del vostro passato, ma anche capaci di guardare al vostro futuro con una nuova prospettiva e con una carica progettuale sempre più fantasiosa e determinata.


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