Gioiosa Guardia

Gioiosa Guardia o Gioiosa Vecchia

Panoramica dal monte verso la costa, con le Isole dell’arcipelago delle Eolie sullo sfondo.

Per chi volesse gustare l’ebbrezza di una visione suggestiva ed unica, dal fascino raro, dove la maestosità del panorama si unisce al silenzio delle rovine di un tempo (anche se disturbata dalle antenne della tecnologia moderna), deve recarsi al di sopra del costone roccioso di Capo Calavà, a 800 metri s.l.m. e a 11 Km circa dal centro di Gioiosa Marea, dove, senza limiti ed interruzioni alla vista, è possibile scorgere tutta la costa tirrenica da Capo d’Orlando a Tindari e fino a Capo Milazzo. Il luogo, posto su di un roccioso altipiano, si chiama Gioiosa Guardia o Gioiosa Vecchia (“Joiusa” per i colonizzatori romani) e anche punto di osservazione, e non può essere escluso dalle mete privilegiate degli amanti della natura, degli estimatori dei paesaggi inediti e dei cultori della storia antica.
La posizione dell’insediamento di Gioiosa Vecchia, infatti, consentiva di dominare il golfo di Patti e di avere, simultaneamente, uno straordinario controllo visivo sul braccio di mare che dalla punta di Capo d’Orlando corre fino alla punta di Milazzo e si trova di fronte lo spettacolo delle Isole Eolie. Nella Sicilia delle Torri e dei Castelli, la posizione risultava essere strategica poiché era possibile stabilire rapporti visivi con la torre di Piraino, con il castello di Patti e con quello di Tindari.
Gioiosa Vecchia, infatti, è stata fondata da Vinciguerra d’Aragona, eletto sotto il regno di Federico III d’Aragona e aveva facoltà di costruire torri e fortezze ove ritenesse necessario, per difendere il territorio dalle invasioni dei pirati.
L’area, oggi, è completamente abbandonata. Del fortilizio, infatti, rimangono solo pochi frammenti murari, con conci disposti radialmente. Vi sono anche tracce di cisterne utilizzate certamente per il rifornimento idrico del paese.
Adiacente l’area dei ruderi del borgo medievale sorgono gli scavi archeologici di una città greca risalente al V secolo a.C., contemporanea alla nascente città greco-siracusana di Tyndaris.

 

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